16 maggio 2002, 11:19 | diario (doc 36, ver 3) di sullof
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Il Tentacolo/5 numero CINQUE, 15 gennaio 1990  Dopo sette mesi di silenzio, in cui avevamo perso interesse per il foglio, Mimmo decise che era giunto il momento di uscire con un nuovo numero e così si mise sotto di buona lena e fece tutto da solo. Io che ero preso, come spesso mi accadeva in quel periodo, da una dolce fanciulla, ebbi una copia del nuovo numero, da lui, dopo diversi giorni. Malgrado la mia assenza, il numero riportò la specifica di sempre: pubblicazione aperiodica curata da Duilio Arcante e Salvo Rocchetti.
Di seguito - come a giustificare la lunga assenza dalle pareti del polifunzionale - la seguente nota di redazione:
I redattori de "IL TENTACOLO" salutano gli appassionati lettori e promettono di non deludere le loro aspettative assicurando che il tentativo di un gruppo finanziario milanese di acquistare la testata è fallito!
Quindi un saggio minimo di Salvo Rocchetti:
Nizza, 10 gennaio - Spesso gli attori di teatro sono ossessionati, nel sonno, dai fantasmi dei personaggi da loro interpretati sul palcoscenico. Alcuni di loro addirittura preferiscono non dormire piuttosto che rivivere, notte dopo notte, incubi angosciosi che contribuiscono a renderli estremamente ansiosi ed irritabili durante il giorno. Un gruppo di ricercatori dell'Università di Toronto ha condotto un attento studio sul preoccupante fenomeno che mette in serio pericolo l'esistenza stessa di un'istituzione importante come il teatro drammatico. Le conclusioni a cui sono giunti gli accademici sono quanto meno sconcertanti: gli attori più vulnerabili sarebbero quelli che conducono una vita sessuale troppo intensa e movimentata. Tali indicazioni sono emerse allorché alcuni di questi attori sono stati fatti trasferire in un monastero benedettino dell'Alta Savoia imponendo loro le rigide regole di vita proprie di quella comunità. Dopo un mese di sperimentazione si è notato che gran parte di essi aveva riacquistato un sonno sereno, prolungato e riposante. Alcuni hanno addirittura chiesto di poter protrarre a tempo indeterminato la loro permanenza presso i Benedettini. Si attende a tal proposito un'indicazione favorevole da parte del Nunzio Apostolico di Nizza, Mons. Etienne Maleau. Sono giunte intanto notizie d'agenzia secondo le quali altri conventi francesi ed italiani sarebbero letteralmente sommersi da richieste di ospitalità giunte da attori di tutto il mondo.
 A seguire il seguente "estratto":
Le amazzoni, perverse creature, nulla più stimolano della brama di Ermafrodito ormai vecchio, né le preghiere di Eaco potranno restituirgli l'antica vigorìa. Egli ha meritato la sorte meschina poiché la vendetta ha inaridito il suo cuore e la potenza ed il denaro lo hanno reso schiavo. Afrodite ora maledice Ilizia per aver patrocinato una nascita così infausta e prega Zeus perché, estremo arbitro, restituisca a lei e ad Ermete la gioia della sana esistenza. Io stesso, più volte salito all'Olimpo, pregai Iride di intercedere presso Era perchè avesse a cuore una così tragica sorte e alleviasse la pene della sua pur acerrima rivale ma a nulla valsero quei faticosi pellegrinaggi né le preghiere rivolte ad Apollo. Nulla potrà ormai purificare l'anima spenta del vecchio di Alicarnasso ed i passi del suo ultimo viaggio non godranno della luce di Ade.
 Quindi tre brani tratti da opere importanti di Leopardi, Nietzsche e Voltaire:

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 Non c'è uomo costituito in carica o dignità, il quale confessi di averla cercata, e non dica e non voglia fare intendere d'esserne stato investito spontaneamente, anzi contro sua voglia ec. Gl'incarichi, le dignità, gli onori ciascuno li cerca e nessuno li ha cercati.
 Giacomo Leopardi (Zibaldone di pensieri vol 1)
 Amicizia
 E' un contratto tacito tra due persone sensibili e virtuose. Dico "sensibili" perché un monaco, un solitario, può essere una persona dabbene e vivere senza conoscere l'amicizia; dico "virtuose" perché i malvagi hanno solo dei complici, i libertini dei compagni di bisboccia, gli affaristi dei soci, i politici raccolgono dei faziosi, la maggior parte degli sfaccendati ha delle relazioni, i principi hanno dei cortigiani: solo gli uomini virtuosi hanno degli amici. Cetego era complice di Catilina, e Mecenate cortigiano di Ottaviano; ma Cicerone era l'amico di Attico. Che cosa comporta questo contratto fra due anime tenere e oneste? Gli obblighi possono essere più forti o più deboli a seconda del grado di sensibilità dei contraenti, del numero dei favori reciproci, ecc. L'entusiasmo per l'amicizia è stato più sentito dai Greci e dagli Arabi che da noi: I racconti che quei popoli hanno immaginato sull'amicizia sono stupendi; noi non ne abbiamo di simili e siamo piuttosto aridi in tutto. L'amicizia era oggetto di religione e di legislazione presso i Greci. I tebani avevano l'esercito degli amanti: bell'esercito! alcuni l'hanno preso per una turba di sodomiti, ma si sbagliano: scambiano l'accessorio con l'essenziale. L'amicizia presso i Greci era prescritta dalla legge e dalla religione. La pederastia era purtroppo tollerata dai costumi e non bisogna quindi imputare alla legge abusi vergognosi. Ne riparleremo in altra occasione.
 Voltaire (Dizionario Filosofico)
 Chiudeva il numero il consueto
Viva l'Italia dei Puri di Spirito!
 A ben guardare, il numero 5 rappresentava il momento di crisi del Tentacolo e la necessità di trovare nuovi spunti e nuovi stimoli.
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